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Serie di colpi in Valtiberina, il racconto di Sergio Rossi a tu per tu col bandito

Furti o tentativi su Pieve Santo Stefano, Caprese Michelangelo e Anghiari

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“Chi sei?”. Neppure il tempo di attendere una risposta che già era scappato. Con l’autunno alle porte torna il problema furti in Valtiberina con una banda che da alcuni giorni sta girando tra Pieve Santo Stefano, Caprese Michelangelo e Anghiari. Colpi andati a segno, altri sono solamente dei tentativi ma ci sono tante segnalazioni in attesa che si trasformino in denuncia. Bottini spesso scarsi, talvolta limitati a indumenti e qualche alimento presente nel frigo. In quasi tutti i casi, però, i proprietari erano all’interno delle abitazioni. Nella notte tra mercoledì e giovedì hanno colpito nella località Bagnolo di Ponte alla Piera, nel Comune di Anghiari: un piccolo borgo formato da case in pietra, nel quale vivono una ventina di persone. Qua abita anche il signor Sergio Rossi: un uomo d’altri tempi, oggi pensionato, che ha passato attimi di paura. “Erano le 5.40, lo ricordo bene perché ho controllato la sveglia e sono abituato ad alzarmi presto la mattina – racconta – quando ho visto una luce in camera: una torcia praticamente che rifletteva sull’anta dell’armadio, insieme ad una sagoma. Da letto ho urlato ‘chi sei?’. Nel giro di pochi secondi è scappato, dalla stessa finestra del bagno che ho poi trovato aperta. Mi sono subito alzato, ho provato ad affacciarmi alla finestra ma non ho più visto nessuno”. Il cappello dell’uomo è appoggiato sulla sedia e mentre ci parla legge la denuncia che la mattina stessa, giovedì, ha presentato ai carabinieri della Stazione di Anghiari. “Si è poi svegliata anche mia moglie – continua Sergio Rossi – ma lei non ha visto niente: mancava all’appello, però, la sua borsa; quella marrone dove tiene il borsello. Abbiamo trovato i prodotti che solitamente teniamo sopra la finestra del bagno tutti a terra, probabilmente caduti con la forzatura della finestra”. La borsa della signora è stata ritrovata la mattina dal figlio, dentro il fossato sul ciglio della strada distante un centinaio di metri: c’era anche il borsello, seppure senza le banconote. “Ci siamo poi accorti – conclude il pensionato – che non era il solo furto compiuto: al mio vicino di casa hanno forato la finestra e tentato di aprirla, mentre ad un altro hanno provato a forzare la porta di accesso. Qua era un posto tranquillo, fino a poco tempo fa dormivamo con la chiave nella porta: e ora?”. I carabinieri hanno già predisposto dei servizi mirati, incrociando dati e registrazioni degli impianti di videosorveglianza: certa è una cosa, si tratta di persone giovani e piuttosto agili che probabilmente conoscono bene il territorio visto anche le zone – tutte isolate – dove hanno già agito.

Redazione
© Riproduzione riservata
14/09/2019 15:26:20


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