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Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri: confermati i rappresentanti del comune tifernate

Bruno Corà, Chiara Burzigotti e Roberta Giorni nel cda della Fondazione di Città di Castello

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Il consiglio comunale di Città di Castello ha confermato con voto a scrutinio segreto Bruno Corà, Chiara Burzigotti e Roberta Giorni quali rappresentanti del Comune nel consiglio di amministrazione della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri per i prossimi quattro anni. In apertura di dibattito, il sindaco Luca Secondi ha ringraziato Corà, Burzigotti e Giorni per il lavoro svolto in seno alla Fondazione Albizzini a partire dal 2022 e ha lasciato al consiglio comunale il compito di proporre le candidature per il rinnovo della rappresentanza dell’ente. Il capogruppo del PD Gionata Gatticchi ha proposto, anche a nome dei gruppi consiliari di maggioranza del PSI e della Lista Civica Luca Secondi Sindaco, i nomi di Corà e Burzigotti già indicati quattro anni fa. “Per volere dello stesso Alberto Burri il consiglio comunale nomina tre rappresentanti in seno alla Fondazione Albizzini, un compito importante rivolto a un patrimonio artistico che è sì di Città di Castello, e dei suoi cittadini, ma è anche dell’intera umanità”, ha osservato Gatticchi, che ha indicato l’obiettivo di “portare aventi un lavoro che favorisca la sinergia tra la comunità di Città di Castello e la Fondazione Albizzini, nel solco del progressivo avvicinamento della cittadinanza a questo patrimonio registrato in questi ultimi anni, a partire dal 2011-2012 e dagli eventi del centenario della nascita di Burri”. Nel condividere il ringraziamento per il lavoro svolto da tutti i rappresentanti uscenti, “compiuto con grande senso di responsabilità”, il capogruppo dell’Unione Civica Tiferno Filippo Schiattelli ha proposto la conferma di Roberta Giorni “a nome della componente civica e di centrodestra di questa compagine di minoranza”. Preannunciando il sostegno alla candidatura di Giorni, il capogruppo di Castello Civica Andrea Lignani Marchesani ha riconosciuto che “sono stati fatti molti passi in avanti nell’avvicinamento della comunità tifernate al patrimonio dell’arte di Burri” e ha ringraziato la Fondazione Albizzini per l’attenzione nei confronti del consiglio comunale mostrata recentemente con la visita a Gibellina. Ricordando le alterne vicende della nomina dei rappresentanti del Comune nella Fondazione Albizzini, prima effettuate dal consiglio comunale, poi da alcuni sindaci e, infine, di nuovo dall’assemblea elettiva dell’ente grazie anche alla battaglia fino al Tar condotta insieme ad altri consiglieri comunali, Lignani Marchesani ha anticipato l’intenzione di presentare una proposta di modifica del regolamento dell’assise per introdurre un sistema di voto con collegi separati. “Questo perché la minoranza possa essere completamente sovrana e, quando si tornerà a votare i rappresentanti del Comune con una composizione dell’opposizione che potrebbe non essere omogenea, si possa esprimere un’indicazione frutto della volontà della maggioranza della minoranza”, ha spiegato l’esponente di Castello Civica. La capogruppo di Castello Cambia Emanuela Arcaleni si è detta d’accordo con la proposta, che “permetterà alla minoranza, qualunque essa sarà, di poter esprimere in libertà e autonomia il proprio nome”. Nel ricordare l’esito della votazione di quattro anni fa, “quando ci fu un soccorso della maggioranza alla parte di minoranza che oggi ha riproposto lo stesso nome, con il risultato che il nominativo indicato dalla maggioranza della minoranza non venne eletto”, Arcaleni ha osservato: “è chiaro che stando così le cose per me è impossibile proporre un nome, mentre avrei auspicato la possibilità di convergere su una candidatura condivisa”. La consigliera ha, quindi, preannunciato che avrebbe votato scheda bianca. “Quanto al lavoro svolto dalla Fondazione Albizzini non ho grandi cose da dire, se non che aspettiamo ancora che certi impegni, come piazza Burri, vengano rispettati”, ha concluso Arcaleni, auspicando un incontro tra i rappresentanti del Comune e il consiglio comunale “per migliorare la collaborazione rispetto alle iniziative per la città”. Nel condividere in pieno la proposta di Lignani Marchesani e alcune considerazioni di Arcaleni, la consigliera Luciana Bassini (Gruppo Misto-Azione) ha chiarito: “tra i nomi presentati, voterò la competenza”. D’accordo con la proposta di Lignani Marchesani anche il capogruppo della Lega Valerio Mancini, che ha riconosciuto come “il coinvolgimento nelle attività della Fondazione Albizzini sia assolutamente migliorato”. “Noi dobbiamo andare dentro i luoghi dove Burri ha pensato, ha costruito e ha donato la sua arte. Penso che sia più bello e più formativo”, ha aggiunto il rappresentante della minoranza. Il consigliere di FDI Riccardo Leveque ha osservato: “La Fondazione Albizzini rappresenta una ricchezza e una responsabilità per la nostra comunità, quindi la scelta dei rappresentanti del Comune è un momento importante”. Il consigliere ha proseguito: “ci stiamo muovendo in direzione di un inasprimento anche dei regolamenti per fare in modo che ognuno di noi possa avere la sua parte. In passato abbiamo lavorato in alcuni frangenti per creare le condizioni affinché si arrivasse insieme anche a proporre dei nomi e a presentare delle iniziative, magari la stessa cosa avremmo potuto farla anche in questa circostanza”. Il sindaco Secondi ha preso di nuovo la parola per concludere il dibattito. “Recepisco positivamente, almeno per quanto mi riguarda, la proposta della modifica regolamentare finalizzata a introdurre un voto separato dei rappresentanti in seno alla Fondazione Albizzini, in modo da tutelare maggiormente la minoranza”, ha sottolineato il primo cittadino, ricordando come il voto di quattro anni fa nascesse proprio all’indomani del ballottaggio per l’elezione del sindaco e risentisse dei dialoghi che tutte le parti politiche di entrambi gli schieramenti avevano avuto tra loro in quella fase. “Io non amo rappresentare le ipocrisie, quindi adottare questa modalità di voto per le nomine toglie ogni problematica”, ha concluso Secondi, che sulla richiesta di confronto con il consiglio di amministrazione della Fondazione Albizzini ha precisato: “Noi nominiamo 3 membri di 12, però nominiamo il presidente, il quale ha sempre avuto la cortesia, la disponibilità, di confrontarsi all'interno della commissione preposta, laddove richiesto. Penso lo farà anche futuro”. A proclamare i rappresentanti del Comune in seno al consiglio di amministrazione della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri è stato, quindi, il presidente del consiglio comunale Luciano Bacchetta, segnalando il fatto che Corà abbia ottenuto 21 voti, un consenso quasi unanime, mentre 13 preferenze siano andate a Burzigotti e 7 a Giorni.

Redazione
© Riproduzione riservata
31/03/2026 18:57:19


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