Pro loco in Toscana, prima legge per sostenerle e valorizzarle

Istituito anche il Registro regionale
Rafforzare il ruolo delle pro loco come presidio culturale e sociale dei territori e dotarle, per la prima volta, di strumenti concreti di sostegno. È questo l’obiettivo della Legge regionale 54/2025, presentata oggi nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Strozzi Sacrati, alla presenza del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, dell’assessora con delega al turismo culturale Cristina Manetti e del consigliere speciale del presidente Alessio Spinelli.
La nuova normativa, entrata in vigore il 1° gennaio 2026, rappresenta un passo significativo nel riconoscimento istituzionale delle pro loco, realtà di volontariato profondamente radicate soprattutto nei piccoli comuni e nei centri minori, che da anni contribuiscono alla valorizzazione delle identità locali e alla promozione del patrimonio diffuso della Toscana.
Con questa legge la Regione intende sostenere in modo strutturato l’impegno quotidiano delle pro loco, che attraverso eventi, manifestazioni e iniziative culturali rendono vivi i territori e ne rafforzano l’attrattività, anche dal punto di vista turistico.
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha sottolineato il valore strategico dell’intervento. “Abbiamo voluto istituzionalizzare le Pro loco - ha detto -, realtà di volontariato che da sempre contribuiscono a leggere e valorizzare il territorio diffuso della Toscana. In una regione con 273 comuni, spesso nati dalla fusione di realtà diverse ma ancora fortemente identitarie, le Pro loco rappresentano il legame più autentico tra cittadini e territorio, espressione diretta dell’amore per i borghi, le città e i luoghi in cui si vive. Con la legge regionale 54 del 2025, che ho fortemente voluto prima della fine della scorsa legislatura, introduciamo per la prima volta un sostegno strutturato: un fondo annuale – pari a 350mila euro per quest’anno, con l’obiettivo di incrementarlo progressivamente – che consenta alle associazioni di volontariato di avere un supporto concreto da parte della Regione. Accanto alle risorse, istituiamo un Registro regionale che permetterà alle Pro loco non solo di essere riconosciute formalmente, ma anche di svolgere servizi pubblici affidati dai Comuni e di sviluppare progetti mirati su ambiti territoriali omogenei, che la Regione potrà sostenere. È un intervento che vuole dare fiducia a chi si impegna con passione: la legittimazione istituzionale è fondamentale per rafforzare e motivare questo straordinario patrimonio di partecipazione”.
Tra gli elementi centrali della riforma vi è l’introduzione di contributi regionali dedicati, che per il biennio 2026–2027 ammontano complessivamente a 700mila euro. Le risorse saranno assegnate tramite avvisi pubblici a progetti coerenti con le finalità della legge, con particolare attenzione alla qualità delle iniziative, alla sostenibilità economica e alla capacità di valorizzare tradizioni, produzioni tipiche e patrimonio culturale.
Elemento chiave del nuovo impianto normativo è inoltre l’istituzione del Registro regionale delle associazioni pro loco della Toscana, strumento fondamentale per censire e qualificare le realtà attive sul territorio e garantire trasparenza e uniformità. L’iscrizione al Registro rappresenta un requisito indispensabile per accedere ai contributi regionali.
L’assessora alla cultura Cristina Manetti ha evidenziato il valore innovativo della legge. “Si tratta - ha evidenziato - di un'iniziativa importante della Regione Toscana: la prima legge dedicata alle Pro loco, accompagnata dall’istituzione di un Registro regionale e da un vero e proprio censimento di tutte le realtà presenti sul territorio. Si tratta di un intervento che va nella direzione della Toscana diffusa: le Pro loco sono infatti realtà profondamente radicate nei territori e rappresentano uno strumento fondamentale per promuovere iniziative in modo capillare e diffuso. Questa giornata segna una prima volta significativa, ma anche l’occasione per conoscere e valorizzare pienamente il mondo delle Pro loco toscane.”
Le modalità operative del Registro sono state definite con una delibera varata il 16 marzo dalla Giunta regionale. Le domande di iscrizione, da presentare esclusivamente online tramite la piattaforma regionale, sono aperte da oggi, 25 marzo 2026. In fase di prima applicazione, tutte le pro loco toscane – comprese quelle già inserite negli elenchi comunali – dovranno presentare domanda, con una procedura semplificata prevista per le realtà già censite.
Le richieste inviate entro il 24 maggio 2026 consentiranno l’iscrizione per l’annualità in corso e la partecipazione ai bandi regionali 2026, mentre quelle presentate successivamente saranno valide per il 2027.
La legge introduce anche un cambio di prospettiva, incentivando la realizzazione di progetti in forma associata tra più territori e favorendo la collaborazione tra pro loco, enti locali e altri soggetti. L’obiettivo è superare la frammentazione e promuovere iniziative di respiro sovracomunale, capaci di rafforzare l’impatto delle azioni di promozione.
A completare il quadro, l’istituzione di un Osservatorio regionale sulle Pro loco, con funzioni di monitoraggio e coordinamento, che garantirà un confronto costante tra Regione e realtà associative.
Nel corso della conferenza sono stati inoltre illustrati i prossimi passaggi operativi, tra cui l’avvio di un confronto con i territori per la definizione dei bandi e degli avvisi pubblici destinati a sostenere progetti e iniziative locali.
Una legge, dunque, che punta a consolidare il tessuto associativo toscano e a valorizzare, in maniera sempre più integrata, il patrimonio culturale e identitario della regione.

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