Amministrative, affluenza a picco di 14 punti

Occhi puntati su 5 città. Seggi aperti fino alle 15
La prima giornata di votazioni per le elezioni comunali 2023 conferma il trend delle ultime consultazioni: l'affluenza alle urne è in calo. Alle 23 il dato fornito dal Viminale è del 46,36%, in forte calo rispetto al 59,36% della tornata precedente. Anche se va ricordato che nel 2018 si votava solo la domenica, mentre questa volta i cittadini dei 595 Comuni chiamati a decidere chi sarà il sindaco che li governerà possono votare anche oggi dalle 7 alle 15. Nonostante la disaffezione costante nei confronti delle urne (che riguarda sia le elezioni politiche che amministrative), l'attenzione è alta sui tredici capoluoghi di provincia, dove si concentrano le sfide più cruciali per le coalizioni di centrodestra e centrosinistra.
Gli occhi dei cittadini coinvolti direttamente sono puntati sull'esito delle elezioni, ma anche chi sta a Roma guarda con attenzione per ricavare indicazioni sullo stato di salute dei rispettivi partiti e delle coalizioni. Considerando le maggioranze uscenti, il rapporto ai nastri di partenza è di 8 capoluoghi espressione del centrodestra (Vicenza, Sondrio, Treviso, Imperia, Massa, Pisa, Siena e Terni) e 5 del centrosinistra (Brescia, Ancona, Latina, Teramo e Brindisi).
Le città più sensibili politicamente sono 5
Ad Ancona, unico capoluogo di regione al voto, la battaglia si annuncia agguerrita. Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia vogliono strappare il Comune alla coalizione avversaria che lo ha governato negli ultimi dieci anni con Valeria Mancinelli (Pd) e che ora sostiene Ida Simonella. La sfida è affidata al forzista Daniele Silvetti.
Anche Brescia si presenta al voto avendo alle spalle il governo decennale di un sindaco dem, Emilio Del Bono. Il centrosinistra punta sulla continuità, spingendo per la promozione sulla poltrona più importante di Palazzo della Loggia della vicesindaca uscente Laura Castelletti. Il centrodestra, invece, associa le sue chance di successo al nome di Fabio Rolfi, già vicesindaco leghista dal 2008 al 2013 ed ex assessore regionale all’Agricoltura.
A Vicenza la situazione è politicamente ribaltata
Qui il sindaco uscente è Francesco Rucco (centrodestra) mentre lo sfidante è il dem Giacomo Possamai che punta a ripetere l’operazione che un anno fa ha portato Damiano Tommasi a vincere nella vicina Verona.
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