Opinionisti Maurizio Bragagni

Economia e politica estera post Covid-19

Nel Regno Unito la più grande contrazione mensile mai registrata

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L'economia del Regno Unito ha subito la più grande contrazione mensile mai registrata, infatti il coronavirus economicamente messo in catene il Paese. I dati ufficiali pubblicati dall'Ufficio Nazionale di Statistica (ONS), il 12 giugno 2020, mostrano che il prodotto interno lordo (PIL) è sceso del 20,4% in aprile rispetto a marzo.

Tale calo mensile è il più alto registrato dal 1997, con l'ONS che sostiene che il questo riflette i "cali record diffusi nei servizi, nella produzione e nella produzione di costruzioni".

In merito alle previsioni sul fatto che questa sia la più grave recessione degli ultimi 300 anni, il Cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, sta elaborando delle ipotesi per sostenere l'economia, mentre il governo, secondo gli esperti in materia, revocherà , nei mesi futuri, il vasto pacchetto di sostegno finanziario nei mesi.

Da quando la crisi ha colpito il paese nella metà di marzo, il Regno Unito ha già speso 56 miliardi di sterline (70 miliardi di dollari) in misure di sostegno al virus e si è impegnato a pagare gli stipendi di 8,7 milioni di dipendenti messi in cassa integrazione.

Si ritiene che in uno scenario post Covid-19, l'economia dovrà subire determinati cambiamenti. I funzionari britannici hanno privatamente confermato che è in corso un lavoro su un bilancio fiscale, ma è stato riferito che è ancora prematuro dettagliare le proposte politiche emerse e la data di emissione della versione finale di tale piano, anche se alcune fonti riferiscono che la data probabile sarà a luglio.

Tra le questioni che sono state discusse tra gli alleati di Johnson vi è la possibilità di aumentare l'imposta sul reddito o l'assicurazione nazionale per compensare gli investimenti fatti nel Servizio Sanitario Nazionale. Anche le tasse sulle imprese potrebbero aumentare, infatti, sondaggi interni suggeriscono che l'opinione pubblica sia fortemente favorevole a tale tassa sulle imprese.

Ai lavoratori autonomi verrà offerto un sussidio di ben 6.570 sterline (8.205 dollari) in agosto per coprire altri tre mesi di guadagni, mentre i lavoratori in esonero continueranno a ricevere l'80% degli stipendi fino ad ottobre. Il Cancelliere ha specificato che i datori di lavoro cominceranno a farsi carico dell'assicurazione nazionale e dei contributi pensionistici solo ad agosto, prima di pagare il 10% del salario dei lavoratori a settembre, e il 20% il mese successivo.

La politica estera del Regno Unito nel periodo successivo al Covid-19 sarà probabilmente guidata da alcuni fattori economici cruciali. Da un lato, è probabile che si lavori a stretto contatto con paesi come gli Stati Uniti, il Giappone, l'Australia e l'India, per ridurre la  dipendenza dalla Cina. D'altra parte, il Regno Unito non può fare totale affidamento sugli Stati Uniti per il raggiungimento dei suoi obiettivi economici, data l'imprevedibilità del presidente americano Donald Trump.

Il Regno Unito deve prendere in considerazione nuovi accordi di libero scambio (ALS) e prendere parte ad accordi, come il Trans Pacific Partnership, che gli consentirebbero di diversificare le proprie catene di approvvigionamento. Tale politica è in linea con l'annuncio dell'inizio dei negoziati per il libero scambio con il Giappone l'8 giugno.

Il Regno Unito ha compiuto alcuni passi importanti con un occhio di riguardo al miglioramento dell'autosufficienza e alla riduzione della dipendenza dalla Cina.

Il governo Boris Johnson ha istituito un comitato - "Project Defend" - che cerca di studiare la dipendenza economica del Regno Unito da paesi ostili (con un’attenzione maggiore sulla Cina) soprattutto per le importazioni sensibili. Sulla base dei risultati di questo rapporto, il Regno Unito lavorerà per la delocalizzazione delle aziende farmaceutiche. Anche se cambiare improvvisamente le catene di approvvigionamento potrebbe non essere un compito facile, questa è la decisione presa dall'amministrazione di Boris Johnson.

Il governo britannico ha recentemente preso la decisione di ridurre a zero la partecipazione di Huawei alla rete 5G entro il 2023. Nel gennaio 2020, Boris Johnson aveva dato il via libera alla partecipazione di Huawei all'elemento "non core" della rete 5G, con restrizioni significative, oltre a un tetto di quota di mercato del 35%. Questa decisione è stata criticata da una parte dei politici del Partito conservatore, che per lungo tempo hanno sostenuto che il Regno Unito dovrebbe essere cauto in merito agli stretti legami economici con la Cina, in quanto ci potrebbero essere gravi implicazioni per la sicurezza del paese. Anche l'amministrazione Trump aveva espresso il suo disappunto nei confronti dell'amministrazione Boris Johnson. Il Presidente degli Stati Uniti e gli alti funzionari della sua amministrazione hanno espresso la loro insoddisfazione, affermando che questa decisione potrebbe avere un impatto negativo sulla cooperazione in materia di sicurezza tra i due Paesi.

All'indomani della pandemia Covid-19, le relazioni tra il Regno Unito e la Cina sono diminuite (alti funzionari dell'amministrazione Johnson hanno criticato la Cina per aver soppresso le informazioni relative allo scoppio della pandemia), e la decisione di Johnson è stata determinata da due fattori. Il primo riguarda la pressione crescente da parte di alcuni parlamentari conservatori, che avevano minacciato di votare contro la decisione del governo; il secondo fattore è relativo alla volontà del Regno Unito di firmare un ALS con gli Stati Uniti. In seguito ad incongruenze emerse tra gli Stati Uniti e il Regno Unito sulla questione dell'ALS, gli Stati Uniti hanno esortato il Regno Unito a fare una scelta tra Cina e gli Stati Uniti stessi.

È interessante notare che il Regno Unito ha anche proposto che un gruppo di 10 paesi, D10, si riunisca per fornire un'alternativa alla rete 5G di Huawei e ad altre tecnologie con l'obiettivo di ridurre la dipendenza dalla Cina. Il raggruppamento proposto dovrebbe essere composto da: Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Corea del Sud, India, Nuova Zelanda, Australia, Italia, Germania e Francia.

Il Regno Unito ha così preso l'iniziativa di fornire un'alternativa. Significativamente, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha anche dichiarato di essere desideroso di espandere il G7 e di includere non solo l'India e la Corea del Sud ma anche la Russia.

Il Regno Unito si trova ad affrontare numerose sfide, da un lato ha bisogno di rimodellare le relazioni economiche con la Cina, dall'altro la questione non verrà risolta celermente, quindi è importante, in questo contesto, rafforzare gli ALS e prendere parte ad altre organizzazioni economiche.

Da un punto di vista puramente strategico, il rapporto tra il Regno Unito e gli Stati Uniti è stato fondamentale e con Johnson e Trump al timone, e una crescente convergenza sugli atteggiamenti da avere nei confronti della Cina, è probabile che tale rapporto si rafforzi ulteriormente (anche se potrebbero esserci differenze sia su questioni economiche che geopolitiche). L'idea del raggruppamento D10 lanciata dal Regno Unito ha inoltre inviato un chiaro messaggio: nonostante le numerose sfide economiche, il Regno Unito vuole emergere come un attore importante, a pieno titolo, nell'ordine mondiale post Covid-19.

Maurizio Bragagni
© Riproduzione riservata
16/09/2020 08:56:57

Maurizio Bragagni

Maurizio Bragagni - Maurizio Bragagni classe ‘75, sposato con 4 figlie, ha frequentato il Liceo Piero della Francesca a Sansepolcro per poi laurearsi in legge. Finiti gli studi entra nel mondo del lavoro all’interno della Tratos di Pieve Santo Stefano, iniziando una carriera ricca di grandi soddisfazioni e traguardi raggiunti. Attualmente oltre ad essere l’amministratore delegato Tratos Uk Ltd è Console Onorario della Repubblica di San Marino in Gran Bretagna, Vice Presidente della Camera di Commercio ed Industria di Londra, Governatore del Regent Group University and College of Uk e Membro del Management Strategy Board (MSB) International Electrotechnical Committee (IEC) a Ginevra. E’ fondatore della Fondazione Esharelife, una organizzazione di beneficenza creata per aiutare alcune delle aree più svantaggiate del mondo. Il Presidente della Repubblica Mattarella lo nomina nel 2018 Cavaliere della Repubblica. E’ un’ imprenditore, editorialista di temi politico ed economici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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