Opinionisti Maurizio Bragagni

La novita’ Amara

Il tempo quando si lavoro  serenamente vola

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Erano già’ le cinque di sera.  Il tempo quando si lavoro  serenamente, vola. Salutai il personale dell’ufficio e come ogni mercoledì mi recai al mio Club; il Carlton Club, Il club dei Conservatori Inglesi, del Primo Ministro. 

Arrivai alle 18.00. Sali il grande scalone per andare nella sala del fumo, un aperitivo prima di andare a cena, aspettando l’arrivo di qualche commilitone.

SG. Maurizio! Come stai.. Posso offrire.?

Era la prima volta che il Segretario di Stato mi avvicinava con un così slancio di entusiasmo.

MB. Certamente Ministro.

SG. Maurizio, se non sbaglio tu hai studiato legge.

MB Annui in senso di affermazione.

SG. E’ venuta alla mia mente una domanda di differenza tra il Civil Law and il Common Law. Qualora un ufficiale pubblico facesse un’affermazione pubblica, cosa succederebbe a livello di Civil and Common Law? Se un governo Europeo annunciasse investimenti per più di 100 miliardi per la sua politica  di sostegno alle aziende, Cosa succederebbe?

MB. Vedi, quando un governo promette non e’ detto che mantenga.

SG. Cioe?

MB. In Europa, finché’ la proposta non e’ divenuta legge, le dichiarazioni dei governanti sono solo che semplici dichiarazioni d’intento, non sono vincolanti.

Il Chatham House rule nasce in UK, per consentire ai membri del governo o a chiunque altro, di parlare in linea di principio, senza poter essere vincolati dalle loro affermazioni o dichiarazioni.

In Italia, come negli altri Paesi Europei, non e’ necessario, in quanto le dichiarazioni non sono vincolanti, a meno che non siano fatte nelle forme parlamentari e votate.

Vuoi un’altro esempio, il programma di governo con cui un partito e’ stato eletto e’ solo una dichiarazioni di principio, in quanto per la prassi parlamentare italiana, delle coalizioni, tale programma e’ soggetto alle modifiche della coalizione.

Non e’ come in Uk che il manifesto e’ la politica che il partito deve implementare.

Per esempio puo’ David ignorare la promessa che ha fatto di un secondo referendum per l’indipendenza scozzese e un referendum per la questione Europea?

SG. Assolutamente no, e’ nel manifesto, deve implementarlo altrimenti noi stessi lo rimuoveremo. La parola data al popolo e’ sacra. Inoltre Sua Maestà’ l’ha letto nel discorso di insediamento del Parlamento quindi siamo vincolati da questi due vincoli.

MB. Ma lo si potrebbe procrastinare.

SG. In teoria….. se cambiassero le condizioni, se ci fosse un'epidemia o una guerra, che li impedissero….. ma…. solo se tali circostanze mettessero a rischio la vita dei cittadini nel dover votare, altrimenti anche in tali circostanze dovremmo procedere. Il popolo Britannico non accetta volentieri i voltagabbana. Inoltre il sistema elettorale uninominale, ci vincola con i nostri elettori personalmente, ed ogni sabata, quando siamo nei nostri seggi elettorali dobbiamo rendere conto agli elettori di quello che stiamo facendo in parlamento per implementare il manifesto che abbiamo sottoscritto e con cui siamo stati selezionati.

La democrazia inglese ha più’ di 400 anni e si basa su un codice di tradizioni, che la rende semplice, ma a cui tutti noi siamo legati.

MB. Bene. Ho imparato una cosa nuova.

SG. Anch’io, non avevo mai riflettuto che in Italia non serve il Chatham House rule, e che ogni affermazioni non comporta conseguenze legali. Se un membro del governo britannico, in ufficio affermasse che ci sono 100 miliardi per  progetto…. Il giorno dopo chiunque potrebbe chiedere ad un giudice di implementare tale affermazioni, o chiederne i danni perché’ tale affermazione non e’ stata implementata.

Cenammo allo stesso tavolo, con altri membri del club.

Dopo cena, presi il mio sigaro e mi incamminai verso casa. Avevo deciso di farmela a piedi, fumando, costeggiando il Tamigi.

Tra i raggi della sera riflessi e il fumo del mio toscano, riflettei che i referendi si sarebbe fatti.

Avevo poco tempo.

Per la prima volta sentii tutto il peso di essere un’ospite in Gran Bretagna.

Si ero membro del Club, un industriale, ma non avrei potuto partecipare in quanto non Britannico.

La decisione più’ importante del Paese, che mi ospitava, sarebbe stata presa senza di me. Non avevo mai pensato che mi sarebbe stato necessario essere anche britannico, ero italiano ed europeo, eravamo nel 2000 a che serviva avere anche un’altra cittadinanza? Eppure, la semplice incertezza del referendum aveva messo tutto in bilico, le certezze passate erano svanite, tutto poteva crollare.

Occorreva agire e velocemente.

Non potevo restare con le mani in mano. Al primo sentore  di un referendum confermativo sull’Europa, alcuni anni prima, avevamo comprato ed investito in UK. 

Non si sa mai, sempre meglio aver un piede dentro che, tutte le gambe fuori, ci eravamo detti.

Ma ora, non era solo una potenziale nube, un potenziale rischio da attenuare, ora era certezza.

Certezza, che ci sarebbe stato un voto, su Remain or Leave.

Decisi di inviare la mia richiesta di cittadinanza la mattina seguente, e così feci. Ma era tardi il giorno dopo Camerun annuncio’ il referendum per la Scozia e qualche mese dopo quello sull’Europa.

Io diventerò cittadino britannico un anno esatto dopo l’esito del referendum sull’Europa: la decisione fu presa, ed Io rimasi in panchina.

Redazione
© Riproduzione riservata
26/06/2020 17:07:21

Maurizio Bragagni

Maurizio Bragagni - Maurizio Bragagni classe ‘75, sposato con 4 figlie, ha frequentato il Liceo Piero della Francesca a Sansepolcro per poi laurearsi in legge. Finiti gli studi entra nel mondo del lavoro all’interno della Tratos di Pieve Santo Stefano, iniziando una carriera ricca di grandi soddisfazioni e traguardi raggiunti. Attualmente oltre ad essere l’amministratore delegato Tratos Uk Ltd è Console Onorario della Repubblica di San Marino in Gran Bretagna, Vice Presidente della Camera di Commercio ed Industria di Londra, Governatore del Regent Group University and College of Uk e Membro del Management Strategy Board (MSB) International Electrotechnical Committee (IEC) a Ginevra. E’ fondatore della Fondazione Esharelife, una organizzazione di beneficenza creata per aiutare alcune delle aree più svantaggiate del mondo. Il Presidente della Repubblica Mattarella lo nomina nel 2018 Cavaliere della Repubblica. E’ un’ imprenditore, editorialista di temi politico ed economici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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