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L’Iran minaccia di uscire dal Trattato di non proliferazione nucleare

Rohani: solo l’Europa può salvare l’accordo. Manovre saudite e americane nel Golfo

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La crisi fra Stati Uniti e Iran ha subito una nuova accelerazione, con Teheran che ora minaccia di uscire addirittura dal Trattato di non proliferazione nucleare se non saranno rispettati gli accordi del 2015. Questa mattina il portavoce dell’Agenzia atomica iraniana ha dichiarato che la Repubblica islamica è decisa a «quadruplicare» l’arricchimento dell’uranio a partire dal 7 luglio. Una mossa in parte annunciata dal presidente Hassan Rohani lo scorso 8 maggio, quando illustrò una serie di contromisure al ritiro americano dal trattato internazionale firmato nel 2015 (Jcpoa) e la conseguente imposizione di sanzioni economiche. Il portavoce Behrouz Kamalvandi, ha anche annunciato che in 10 giorni Teheran supererà i limiti di riserve d’uranio (300 chilogrammi arricchito al 3,67%) stabiliti dall’accordo dell’intesa.

Si tratta di un livello di arricchimento che non consente la realizzazione di ordigni atomici. Ma minacce più gravi sono arrivate dal capo della Commissione parlamentare iraniana per il nucleare, Mojtaba Zonnour. «Potremmo anche interrompere l’attuazione volontaria del Protocollo addizionale – ha dichiarato all’agenzia di stampa nazionale -, rivalutare il livello di collaborazione con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) e pensare di lasciare il Tnp», il Trattato di non proliferazione nucleare ratificato nel 1970. E questo il punto più critico, perché il Trattato vincola i Paesi aderenti, tranne le cinque potenze nucleare riconosciute, a non dotarsi dell’arma atomica. La Corea del Nord, per esempio, si è ritirata dal Tnp e ha portato avanti il suo programma nucleare fino alla realizzazione di almeno una dozzina di ordigni.

Rohani si appella all’Europa

Israele ha chiesto subito nuove sanzioni, se Teheran supererà i limiti nella produzione di uranio, mente la Gran Bretagna ha ribadito che i Pasdaran sono dietro agli attacchi alle petroliere e che è «pronta a ogni opzione» per rispondere alla crisi. A stemperare un minimo le tensioni sono poi arrivate le dichiarazioni di Rohani. «L’attuale situazione è molto critica», ha spiegato durante un incontro con il nuovo ambasciatore francese a Teheran, Philippe Thiebaud, ma la Francia e gli altri Paesi firmatari del Jcpoa «hanno ancora una piccola possibilità di svolgere il loro ruolo storico e salvare l’accordo». Un nuovo appello all’Europa perché aiuti l’Iran ad aggirare le sanzioni, anche con lo strumento finanziario Instex che dovrebbe permettere le transazioni finanziare e commerciali. Finora però l’Instex non è entrato in funzione e le pressioni iraniane sono sempre più forti.

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
17/06/2019 14:30:02


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