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Il generale dei carabinieri Antonio Pappalardo si candida alla presidenza della Regione Umbria

Dal 2016 è presidente del Movimento Liberazione Italia, che fa riferimento al Movimento dei Forconi

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Iniziano le "grandi manovre" per la conquista dell'ambita poltrona di presidente della Regione Umbria. Antonio Pappalardo, generale di brigata dei carabinieri in pensione, è il primo a candidarsi alla carica di presidente della Regione Umbria, in vista delle elezioni del prossimo autunno. Pappalardo, nato a Palermo nel 1946, oltre che alla carriera militare, si è dedicato anche alla politica e all'attività sindacale. Dopo aver frequentato l'Accademia militare di Modena e la Scuola ufficiali carabinieri a Roma, infatti, è arrivato in pochi anni ad ottenere il grado di tenente colonnello nel 1981, anno in cui venne eletto al Cocer (Consiglio centrale di rappresentanza, che ha lo scopo di tutelare il personal delle forze armate) dei Carabinieri, di cui fu presidente dal 1988 al 1991. 

Nel gennaio 1992 ottenne un avviso di garanzia per diffamazione nei confronti del comandante generale dell'Arma, Antonio Viesti. Pochi mesi dopo venne eletto alla Camera dei Deputati (XI legislatura), come indipendente nelle liste del Psdi, ottenendo l'incarico di vicepresidente della Commissione Difesa. Il 6 maggio 1993 è stato nominato sottosegretario di Stato alle Finanze del Governo Ciampi, ma pochi giorni dopo, l'11 maggio, il tribunale militare di Roma lo ha condannato a otto mesi di reclusione per la diffamazione di Viesti e, pochi giorni dopo, la nomina venne revocata (rimase comunque in carica come parlamentare, divenendo membro della Commissione parlamentare Terrorismo e Stragi). 
Nel marzo 1993 costituì il movimento "Solidarietà democratica" con cui si candidò sindaco per il Comune di Pomezia, riportando il 13% dei voti; a novembre dello stesso anno si candidò anche a Roma, contro Rutelli, ottenendo solo lo 0,55% dei consensi, senza quindi essere eletto. 

A dicembre dello stesso anno aderì al Patto di Mario Segni dove rimase fino al febbraio 1994, dimettendosi perché non candidato nel Patto per l'Italia; termina così il mandato parlamentare con le elezioni del 27 e 28 marzo 1994. Due mesi dopo si candida per le elezioni europee da indipendente nelle liste di Alleanza Nazionale, senza essere eletto. 

Nelle elezioni politiche del 2008 si candidò con il Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo in tre collegi per il Senato, non riuscendo a centrare l'elezioni. Dal 2016 è presidente del Movimento Liberazione Italia, che fa riferimento al Movimento dei Forconi, con cui simulò l'arresto - nel dicembre 2016 - dell'ex parlamentare Osvaldo Napoli fuori da Montecitorio. 

Il 3 ottobre 2018 il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, lo ha sospeso dal grado di generale per 12 mesi perché si sarebbe avvalso del suo titolo di generale senza specificare di non essere più in servizio.

La presentazione della candidatura è prevista alle 10 di giovedì 13 giugno alla Sala della Vaccara, a Perugia.

Notizia tratta dal Corriere dell'Umbria
© Riproduzione riservata
12/06/2019 16:21:03


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