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Cose di Lana-Supermaglia: oggi il tavolo istituzionale a Firenze

Richiesta la cassa integrazione speciale, ma l'obiettivo è trovare un acquirente per l'azienda

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Adesso la cassa integrazione speciale, ma l’obiettivo da inseguire è un altro. Il tavolo istituzionale attivato in Regione Toscana a Firenze, relativamente alla situazione di Cose di Lana-Supermaglia, si riunisce alle 14.30 odierne e vi partecipano i rappresentanti di Cgil e Cisl (dovrebbe esserci forse anche la Uil), i curatori fallimentari e il sindaco di Sansepolcro, Mauro Cornioli. Al centro dell’incontro, la possibilità per i 76 dipendenti del maglificio biturgense di beneficiare degli ammortizzatori sociali attraverso fondi messi a disposizione dal governo centrale nell’ambito del decreto Genova, che poi passano per l’unità di crisi della Regione. Un carta, questa, da sfruttare per garantire il mantenimento dei lavoratori con l’attività di Cose di Lana, società alla quale sono tornati in capo dopo l’oramai noto diniego del giudice Antonio Picardi alla proroga del contratto di affitto aziendale a Cose di Lana. Si tratta dell’ultimo e unico appiglio utile per le maestranze, oltre il quale vi è un’unica strada percorribile: il licenziamento. Nella speranza che in questo lasso di tempo vi sia un imprenditore o un gruppo in grado di rilevare il marchio. Al momento, quindi, lo status dei lavoratori è quello di “sospesi” e i curatori fallimentari hanno 60 giorni di tempo per avviare le procedure, al termine dei quali è prevista comunque una proroga. “Il problema è di carattere non tanto burocratico o di regolarità giuridica – afferma Andrea Ghiandelli, segretario provinciale aretino di Filctem Cgil – quanto di natura economica: ogni giorno che passa senza sviluppi diventa sempre più pesante, perché allunga lo stop della produzione e in un settore delicato come quello del manifatturiero un blocco di due mesi finisce con il compromettere l’intera filiera lavorativa. Ecco perché l’elemento tempo gioca un ruolo determinante: prima si trova un acquirente e più probabilità vi saranno di ripartenza, altrimenti si rischia di perdere tutti i treni utili”. Ed ecco perché il sindaco Cornioli si sta alacremente adoperando per cercare chi possa salvare una realtà che ha fatto la storia economica della città. Da due settimane esatte, tutto è fermo nello stabilimento della zona industriale di Santafiora e le prime conseguenze – anche del mancato esercizio provvisorio – sono già evidenti: vi erano due milioni di euro di consegne di capi primavera-estate e tre milioni di commesse con lavoro fino a novembre, più un impegno da fasonisti per “Louis Vouitton” e per “Dolce & Gabbana”. Vi erano… ora tutto è saltato.  

Redazione
© Riproduzione riservata
14/03/2019 22:34:50


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