Opinionisti Giacomo Moretti

Strade…che passione!

Viaggiando molto, vedo delle cose davvero inimmaginabili

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Ultimamente, per evidenti motivi, quando si parla di viabilità non si può prescindere dal citare la E45 con l’ormai suo più illustre viadotto Puleto che, suo malgrado, è diventato noto a livello nazionale per il suo stato di pericolosità.

Delle nostre strade potremo parlare per mesi, ma purtroppo oltre che parlarne tocca anche passarci molto del nostro tempo.

Tempo che purtroppo troppo spesso si trasforma in un vero e proprio stato di pericolo.

Verrebbe da dire che purtroppo di “Puleto” non ne esiste solo uno.

Cattiva manutenzione, fossetti chiusi che fanno scolare l’acqua nella carreggiata, buche, linee sbiadite, asfalto che non drena, che quando piove diventa liscio e insidioso, e potrei continuare.

Che dire poi delle deviazioni che si palesano da un giorno all’altro, peraltro in tratti già chiusi pochi mesi prima (ogni riferimento alla E78 tratto tra Le Ville e Palazzo del Pero è puramente voluto).

Ma come si fa a continuare così?

Quello della viabilità è un tema che mi sta particolarmente a cuore perché le infrastrutture che dovrebbero migliorare i nostri collegamenti talvolta si trasformano in trappole insidiose.

Ma purtroppo non basta il livello scadente delle nostre strade, purtroppo a volte ci mettiamo anche del nostro.

Viaggiando molto, vedo delle cose davvero inimmaginabili.

Sorpassi di ogni genere e tipo.

Velocità assurde con condizioni stradali pessime.

Purtroppo non passa mese che non mi capiti di imbattermi in incidenti gravi, talvolta mortali.

Una tristezza infinita apprendere, quasi in diretta, che una vita si è spezzata sulla strada che doveva condurre al posto di destinazione.

Quando siamo in macchina, purtroppo, capita a tutti di fare leggerezze, di distrarsi o altro.

Siamo umani, ma davvero ci sono comportamenti voluti e cercati che sono del tutto inaccettabili.

Inaccettabile l’uso del telefonino, inaccettabile vedere sorpassi in curva, inaccettabile vedere gente che sfreccia come fossimo al Gran Premio di Imola.

Forse dovremmo pensare che la macchina è sinonimo di libertà, ma di una libertà che va usata bene, con la giusta attenzione perché può trasformarsi tristemente in qualcosa di brutto.

Abbiamo una vita sola.

Mi chiedo se l’unicità della vita che abbiamo sia un pensiero che ricorre anche nella testa di chi commette simili sciagurate manovre.

Ripeto non voglio dare giudizi, voglio condividere brevi riflessioni in merito al fatto che viaggiare è una cosa seria.

Sarà che ogni volta che sento di un incidente, che vedo un’ambulanza che sfreccia per la strada, che vedo una strada chiusa con i Carabinieri che gestiscono una deviazione, mi sale il nodo in gola.

Talvolta non è possibile evitare l’inevitabile.

Però a volte siamo noi stessi che mettiamo a repentaglio la nostra e l’altrui incolumità.

Di vita ne abbiamo una sola.

Questo assunto vale sempre.

Quando saliamo in una macchina e ci mettiamo alla guida non facciamoci prendere dalla “sindrome da videogioco”, sindrome che ci può indurre a pensare che quando guidiamo le vite diventano tre come in ogni giochino che si rispetti.

La vita rimane una e una soltanto.

La vita non vale una chiamata.

La vita non vale arrivare tre minuti prima.

La vita non vale fare quel sorpasso che ci piacerebbe fare.

Insomma la vita è una sola, non giochiamocela, teniamocela bella stretta.

Già sono più che sufficienti i rischi che sono presenti nelle nostre strade, non mettiamoci anche noi ad aggiungere altri pericoli, sono già bastevoli quelli che ci sono.

La vita è una sola, cerchiamo di non lasciarla sulla strada per una leggerezza. Penso che si possa migliorare, penso che con poco potremmo evitare tanto dolore e sofferenza.

Sì, auguro a tutti noi di percorrere le nostre strade e di arrivare felici e tranquilli alla nostra meta.

Buon viaggio a tutti noi!!!

Giacomo Moretti
© Riproduzione riservata
04/03/2019 09:20:09

Giacomo Moretti

Nato ad Arezzo – Dopo aver assolto agli obblighi di leva comincia subito a lavorare, dalla raccolta stagionale del tabacco passa ad esperienze lavorative alla Buitoni e all’UnoaErre. Si iscrive “tardivamente” all’età di 21 anni alla Facoltà di Giurisprudenza di Urbino dove conseguirà la laurea in corso. Successivamente conseguirà il Diploma presso la Scuola di Specializzazione per le professioni legali. Assolta la pratica forense, nel 2012 si abilita all’esercizio della professione forense superando l’esame di stato presso la Corte d’Appello di Firenze. Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Arezzo esercita la professione forense fino al dicembre 2016. Attualmente si è sospeso volontariamente dall’esercizio della professione di avvocato per accettazione di incarico presso un ente pubblico a seguito della vincita di un concorso. Molto legato al proprio territorio, Consigliere comunale ad Anghiari per due consiliature consecutive. Pur di non lasciare la “sua” Anghiari vive attualmente da pendolare. Attento alla politica ed all’attualità locale e non solo, con il difetto di “dire”, scrivere, sempre quello che pensa. Nel tempo libero, poco, ama camminare e passeggiare per la Valtiberina e fotografarne i paesaggi unici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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