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L’Europa è salva: il Tas ha accolto il ricorso del Milan

Yonghong Li indagato per falso in bilancio

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Elliott riporta il Milan in Europa. Il Tas ha accolto il ricorso dei rossoneri contro la sentenza della Camera Giudicante dell’Uefa che li aveva estromessi dalle coppe per i conti scricchiolanti e per la poca chiarezza legata alla vecchia proprietà. Il Milan adesso torna all’Uefa per ridiscutere un nuovo ‘settlement agreement’ perché, così sostiene il tribunale sportivo, il giudizio della giudicante “non è proporzionato”. A fare la differenza davanti ai giudici di Losannna sono stati Franck Tuil, in rappresentanza del fondo statunitense che ha confermato la volontò di tenere il club almeno tre anni, e, sprattutto, la richiesta fatta dai legali del Milan di poter inserire tra i documenti da sottoporre al Tas i casi precedenti di ‘settlement agreement’, che secondo il Milan sono stati trattati in maniera differente in presenza di conti uguali o peggiori rispetto a quelli del club di via Aldo Rossi. Il fatto che il Milan sia stato riammesso in Europa potrebbe bloccare la voglia di qualche top, come Bonucci e Donnarumma, di andare altrove.  

Nelle stesse ore la procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati per falso in bilancio Yonghong Li nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e dal pm Paolo Storari sull’operazione con la quale l’uomo d’affari cinese lo scorso anno ha rilevato il Milan dalla Fininvest. Nella sede del Milan dell’advisor di Fininvest, Lazard, si sono presentati questa mattina gli uomini della guardia di finanza. 

Il filone nasce da un rapporto investigativo della finanza, depositato lo scorso 5 dicembre in procura, in cui si sottolineavano tre operazioni sospette da 300milioni effettuate dell’imprenditore cinese. Il Milan è stato acquistato per 745 milioni lo scorso anno, ma pochi giorni fa, Li non e riuscito a restituire 32 di euro, una parte del debito al fondo Elliott, perdendo così il controllo della società. 

L’acquisizione di atti eseguita questa mattina dal Nucleo di polizia tributaria, ha riguardato tutti i soggetti che hanno seguito l’acquisizione del Milan di Li da Silvio Berlusconi. Oltre che nella sede del Milan e di Lazard, i finanzieri si sono recati nella sede di Paribas, enest & young, Rothschild e alla Sport investiment srl. La procura vuole capire i controlli che sono stati fatti sui flussi di denaro provenienti da Hong kong, transitati su società con sede in paradisi fiscali e depositati sui conti Fininvest. Dalle prime segnalazioni giunte sul tavolo del procuratore capo di Milano, Francesco Greco, il 5 dicembre scorso, il denaro versato da Lì avrebbe avuto una origine sospetta. 

 

La Stampa
© Riproduzione riservata
20/07/2018 15:11:13


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