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Il principe Carlo e quella mania di viaggiare con letto al seguito

L’erede al trono porta con sé anche whisky, carta igienica e la tavoletta del wc

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Tutti abbiamo le nostre abitudini e ci spiace sempre un po’ dovervi rinunciare quando siamo invitati da amici per un week end. È dunque logico che chi può permetterselo faccia qualcosa per rimediare. Il principe Carlo e sua moglie Camilla, ad esempio, hanno risolto il problema portandosi dietro con i bagagli tutto quello che serve, anche i letti nei quali abitualmente dormono. Lo rivela nell’ultimo libro Tom Bower, un giornalista noto per biografie non autorizzate che scrive sempre intingendo la penna nel veleno.  

Ascoltando i racconti di anonimi amici che li hanno ospitati, Bower ha saputo che Carlo e Camilla si facevano precedere da un Tir che conteneva le cose di cui non potevano proprio fare a meno, nemmeno per un week-end. Non solo i loro letti (Carlo ne usa uno ortopedico), ma anche le lenzuola e l’acqua da tenere sul comodino. Tra i bagagli c’erano poi una radio e il whisky preferito dal principe, il Laphroaig, un single malt dell’isola di Islay che dopo 27 anni di invecchiamento arriva a costare 1200 sterline al litro. Assieme all’erede al trono viaggiavano inoltre accessori molto personali, come la sua tavola del gabinetto e la carta igienica Kleenex Premium Comfort, quella dei vip. Per sentirsi proprio a casa, le altezze reali portavano con loro anche i quadri da appendere alle pareti, di solito paesaggi delle Highlands. 

Dopo il Tir dei bagagli arrivava quello del cibo, perché Carlo si fa servire solo i prodotti biologici che lui stesso coltiva. Questo dà sempre un po’ di respiro agli stressati padroni di casa, che non devono preoccuparsi di che cosa far cucinare per il principe, perché il cameriere gli porterà i piatti che il suo cuoco ha preparato per lui. Persino la Regina, nota Bower nel libro Rebel Prince: The Power, Passion and Defiance of Prince Charles, a tavola mangia quello che mangiano gli altri, anche se spesso è lei stessa a decidere il menù. Nei rari colloqui con suo figlio, Elisabetta gli ha spesso chiesto di ridurre il personale di servizio, ma ha ottenuto modesti risultati: Carlo viaggia con un maggiordomo, due valletti, un cuoco, un segretario privato, un dattilografo e le guardie del corpo, oltre all’autista, e ha al proprio servizio un centinaio di persone nelle sei residenze di cui dispone. 

È proprio il minimo, per una persona molto indaffarata che non ha tempo da perdere e non tollera errori. Se la temperatura del suo studio non è quella da lui stabilita può urlare molto forte, così come se qualcosa non funziona nell’organizzazione dei suoi viaggi. Con se stesso è più indulgente. A Sandringham obbliga spesso gli amici ad assistere alla proiezione del suo film preferito, Gosford Park, e di solito si addormenta. Se ha ospiti a Highgrove, può fare servire le portate e sedersi con un quarto d’ora di ritardo, perché ha deciso di saltare il primo. Si vanta di non usare pesticidi e diserbanti nella tenuta che circonda la casa, ma quattro giardinieri su un rimorchio lentamente trainato da una Land Rover tolgono continuamente le erbacce, e alcuni servitori indiani sono incaricati di catturare lumache di notte con le torce. 

Clarence House, la residenza di Carlo e Camilla, ha smentito in passato molte simili illazioni e Michael Fawcett, ora a capo delle charities del principe, ha ricordato che Carlo non possiede yacht, non beve champagne, non mangia caviale e salta abitualmente il pranzo. In fondo, è una persona frugale. Molte delle cattiverie scritte da Bower appartengono al passato, ma ieri i giornali britannici hanno loro dedicato molto spazio. Qualche giorno fa dal sito ufficiale di Clarence House era sparito ogni riferimento al fatto che Camilla sarebbe diventata «principessa consorte», cosa che fa pensare che Carlo la voglia di fianco a sé come regina. Se davvero fosse così, arriveranno altri colpi bassi come questo. All’erede al trono non resta che sperare che Catherine partorisca presto il terzo figlio e che il mese che manca al matrimonio di Harry e Meghan passi in fretta: almeno i giornali per un po’ si occuperanno d’altro. 

La Stampa
© Riproduzione riservata
18/03/2018 15:24:45


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